Quasi un secolo fa la scrittrice inglese Ella Noyes definì il Casentino, data la sua conformazione geografica,
"una valle chiusa". E' probabile che l'idea di chiuso, quindi di riservato e segreto, abbia contribuito a dipingere
nella mia mente, in riferimento però ai tesori naturalistici, architettonici e artistici di questa zona, una personalissima
immagine di Casentino. Vedo questo angolo di Toscana come un vecchio scrigno poco appariscente, ma talmente pieno di cose
preziose che non è possibile chiuderlo completamente. Così, da qualunque parte lo si guardi, attraverso il coperchio
semiaperto, appare un "gioiello": il Castello di Poppi. Ma questo non è che un segnale, un invito ad avvicinarsi. Accostando
l'occhio alla fessura si intravedono altri castelli e suggestivi scorci paesaggistici. Ma non basta, bisogna curiosare,
frugare attentamente in quello "scrigno". Calandoci in un' atmosfera medievale potremo così scoprire pievi, castelli,
caratteristici borghi, piazze bellissime e luoghi dall'elevato valo re spirituale come Camaldoli, La Verna e Santa Maria
del Sasso a Bibbiena. Numerose sono poi le pregevoli opere d'arte pittorica, anch'esse per lo più del periodo basso-medievale,
collocate nella quasi totalità dei casi all'interno di chiese. Antiche tradizioni, momenti folcloristici e vecchi mestieri
sono ancora presenti nella vita sociale. Tutto questo circondato da una natura stupenda e pressoché incontaminata qual'é
quella che possono offrire il Massiccio del Pratomagno ed il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.